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La ragazza del "baby club ..pt. 1


di Membro VIP di Annunci69.it Marciotto
26.02.2026    |    2.041    |    0 9.7
"Mi chiese se avessi mai tradito Elena; risposi di no, ma aggiunsi che quella sera non sapevo se sarei riuscito a controllarmi..."
Era l’estate del 2000, l’epoca d’oro dei villaggi Valtur, dove il tempo sembrava fermarsi tra un torneo di beach volley e uno spettacolo serale. Io ed Elena eravamo partiti carichi di bagagli e aspettative, portando con noi i piccoli Lucia e Luca. La nostra routine era quella classica delle famiglie in vacanza: colazione abbondante vista mare, corsa al baby club per affidare i bambini alle animatrici e poi qualche ora di relax per noi adulti.
È stato proprio lì, tra i colori accesi dell'area bimbi, che abbiamo conosciuto Antonella. Ventitré anni, studentessa di lingue e una bellezza che toglieva il fiato: somigliava in modo impressionante a una giovane Ornella Muti, con quegli occhi verdi magnetici, un corpo flessuoso e un seno, una terza abbondante, che la divisa del club faticava a contenere. Durante il giorno parlavamo spesso con lei e con altri ospiti, come Marco e Silvia, una coppia di Milano con cui avevamo stretto amicizia, dividendo lettini e chiacchiere sotto l'ombrellone.
La quinta sera, però, l'ingranaggio della vacanza perfetta si inceppò. Dopo lo spettacolo di varietà, il piccolo Luca iniziò a lamentare forti dolori allo stomaco. Elena, con il suo istinto materno, decise di rientrare subito in stanza per accudirlo. Io rimasi al bar con Marco e gli altri, sorseggiando un amaro e godendomi la brezza notturna. Verso le 23:30, la musica della discoteca del villaggio iniziò a farsi sentire, vibrante e invitante. "Vai pure," mi avevano detto gli amici, "noi restiamo ancora un po' qui"
Entrai in pista mentre le luci stroboscopiche tagliavano il buio. Dopo circa mezz’ora, vidi Antonella. Non era più la "tata" premurosa del mattino: indossava un gonnellino nero cortissimo, quasi al limite della decenza, e una maglietta a V smanicata che esaltava ogni sua curva. Si unì al nostro gruppo, ballando con un’energia contagiosa. Le offrii un cocktail e iniziammo a parlare; il feeling era palpabile, fatto di sguardi prolungati e risate che la musica copriva appena.
A un certo punto, la pista iniziò a svuotarsi, restammo in pochi, tra cui alcune coppie che si baciavano con foga negli angoli bui. In un momento di distrazione, urtandoci, l
mi rovesco' parte del drink sui pantaloni. Lei, d’istinto, portò le mani per pulire, ma le sue dita finirono proprio lì, sul mio sesso che, complice l'alcol e la sua vicinanza, era già teso come una corda di violino.
Mi guardò sorpresa, ma non ritrasse la mano. "Oh... scusami, non volevo," sussurrò.
"Non scusarti, è un piacere," risposi con un ghigno complice.
Lei rise di gusto, stringendo leggermente la presa: "Complimenti però... un bell’arnese pronto all’uso, sembra."
"Solo un morto non si ecciterebbe vedendoti stasera," ribattei.
Il gioco divenne fuoco puro. Mi chiese se avessi mai tradito Elena; risposi di no, ma aggiunsi che quella sera non sapevo se sarei riuscito a controllarmi. Antonella mi prese la mano e mi guidò verso la sua stanza: "Stai sereno, non voglio rovinare la tua famiglia... ma mi piaci molto e non faccio sesso da un mese. Stasera ho voglia."
Non appena chiudemmo la porta, la sua stanza divenne il nostro universo. Ci assalimmo con una focosità mai provata. I baci erano famelici, le nostre lingue si intrecciavano mentre le mani esploravano freneticamente i corpi. Ci spogliammo in un istante; vedere quel seno perfetto liberarsi dalla maglietta fu un colpo al cuore.
Antonella mi spinse a sedere sul bordo del letto e si inginocchiò. Iniziò un rapporto orale profondo e sapiente, i suoi occhi verdi fissi nei miei mentre mi portava al limite del piacere. Quando non potei più resistere, la sollevai e la stesi sul letto. Ricambiai con la stessa intensità, esplorando con la lingua ogni centimetro della sua pelle profumata, fino a sentirla tremare sotto di me.
Poi, lei volle riprendere il comando. Si mise sopra di me, guidandomi dentro la sua figa calda e accogliente. Iniziò a cavalcarmi con un ritmo selvaggio, il seno che ballava davanti ai miei occhi, i gemiti che riempivano la stanza. Ma il desiderio non era ancora sazio. La feci girare, mettendola carponi. Con naturalezza divina, mi guidò verso il suo rapporto anale. L’ingresso fu stretto, quasi proibito, un calore che mi avvolse completamente mentre la possedevo con spinte decise. Lei inarcava la schiena, godendo di quella sottomissione elettrica, finché entrambi non esplodemmo in un unico, lunghissimo orgasmo.
È stato un momento di pura evasione, quasi irreale.........
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